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Start up: cosa sono e come contribuiscono all’innovazione

Sviluppo Economico

Recentemente Raffele Gareri, come rappresentante di Italy & Partners, è stato ospite di Canale Italia per parlare di innovazione digitale e di Start Up. Ma cosa sono esattamente e perché attirato così tanto soprattutto gli imprenditori più giovani?

Cerchiamo quindi di fare un punto su queste domande, analizzando quella che è la situazione in Italia e in che modo le start-up possono contribuire all’evoluzione di molti servizi. 

Start up: cosa sono? 

Dal punto di vista normativo, in Italia, una start up innovativa è definita e regolamentata dal Decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221, il quale stabilisce i criteri per il riconoscimento di tali imprese e i benefici loro riservati.

Guardando invece a quella che è la parte “pratica” possiamo invece definire le start up come aziende emergenti che si distinguono per un forte orientamento all’innovazione e alla tecnologia. Spesso vengono fondate con lo scopo di promuovere idee “rivoluzionarie”, queste imprese cercano di sviluppare nuovi prodotti o servizi che possano soddisfare bisogni del mercato non ancora coperti o migliorare significativamente quelli esistenti. 

La situazione delle start up in Italia

Il panorama delle start up in Italia è in continua crescita. Secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico, a fine 2023 si contavano oltre 13.000 start up innovative registrate nel paese. Queste aziende operano prevalentemente nei settori dell’ICT (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), del manifatturiero avanzato e delle energie rinnovabili. La Lombardia è la regione con il maggior numero di start up (circa il 25% del totale), seguita da Lazio ed Emilia-Romagna. Milano, in particolare, si conferma il principale hub italiano per l’innovazione.

Il contributo delle start up all’innovazione digitale

Attualmente le start up rappresentano un motore fondamentale per l’innovazione digitale in Italia. Queste imprese, grazie alla loro flessibilità e alla capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato, sono in grado di introdurre nuove tecnologie e modelli di business. 

Ad esempio, molte start up italiane sono attive nel campo dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’Internet of Things (IoT), sviluppando soluzioni che trovano applicazione in diversi settori, dalla sanità alla finanza, dall’agricoltura alla logistica.Tutti ambienti e settori che non sempre vengono presi in considerazione dalle aziende più “tradizionali”. 

Start up come risposte ai nuovi bisogni emergenti?

Le start up possono essere considerate veri e propri incubatori di idee in risposta ai nuovi bisogni emergenti dalla trasformazione digitale in atto nella nostra società. La loro struttura snella e l’ambiente di lavoro dinamico favoriscono la creatività e l’innovazione. 

Inoltre, le start up sono tipicamente aperte alla collaborazione, ad esempio con università e centri di ricerca, contribuendo a creare un ecosistema virtuoso in cui idee e conoscenze si trasformano in prodotti e servizi innovativi. II ruolo degli start up studio, come nel caso di Urban Futures, è cruciale in questo processo, perché offre supporto finanziario e formativo alle nuove imprese.

In conclusione, le start up italiane svolgono una funzione chiave nell’economia del paese, soprattutto in termini di innovazione digitale. Grazie alle loro caratteristiche di flessibilità, creatività e capacità di adattamento, queste imprese sono in grado di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche che possono migliorare la competitività dell’Italia a livello internazionale. 
Proprio per questo le politiche di supporto governative alle start up e l’esistenza di un ecosistema favorevole, composto da incubatori, acceleratori e centri di ricerca, dovrebbero essere considerati elementi fondamentali per il successo e la crescita del Paese.